Parmigiano Reggiano Cultura

Parmigiano francese: la fake news che danneggia l’Italia

Il Parmigiano Reggiano è diventato francese? Nelle ultime settimane questa fake news montata sul web e causata dai titoli sensazionalistici di certi articoli ha generato una grandissima confusione fra i consumatori. Al punto che c’è chi afferma di essere pronto a boicottare questa eccellenza italiana. Una scelta del tutto insensata che rischia di compromettere un settore economico importantissimo e migliaia di aziende agricole. Ecco perché il Parmigiano Reggiano DOP è (e resterà sempre) un’eccellenza 100% italiana. E questo vale anche per tutti gli altri formaggi DOP Made in Italy.

È vero che i francesi hanno comprato il Parmigiano Reggiano?

No. Recentemente il Gruppo Lactalis, big francese del settore lattiero caseario, ha acquisito l’italiana Nuova Castelli Spa, produttrice di numerosi formaggi tra cui il Parmigiano Reggiano. Nonostante ad oggi questa azienda sia il primo esportatore di Parmigiano si tratta solo di uno dei 330 caseifici autorizzati a produrlo e la sua quota ammonta a circa il 2,7% del totale. Una minima parte, quindi, delle oltre 3,7 milioni di forme messe in commercio complessivamente ogni anno. (L’azienda, tra l’altro, era già di proprietà di un fondo d’investimento inglese per l’80%. Nessuno però, giustamente, si era mai sognato di dire che il Parmigiano fosse diventato inglese!).

Il Parmigiano Reggiano resta italiano?

Sì. Il Parmigiano Reggiano è tutelato da un rigido Disciplinare di produzione (che si può consultare sul sito del Ministero dell’Agricoltura, insieme a quello di tutti gli altri formaggi e prodotti italiani DOP). Questo documento detta stringenti norme per la produzione tra cui l’area geografica. Questo formaggio infatti può essere prodotto esclusivamente all’interno delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna (a sinistra del Reno) e Mantova (a destra del Po). Solo in quel territorio, infatti, ci sono le condizioni uniche necessarie per ottenere questa eccellenza gastronomica. Quindi il Parmigiano Reggiano non potrà mai diventare un formaggio francese (oppure inglese, spagnolo, americano o cinese...).

Il marchio “Parmigiano Reggiano” è diventato francese?

No. Il marchio del Parmigiano Reggiano è di proprietà del “Consorzio del Parmigiano-Reggiano”, un ente senza scopo di lucro nato nel 1938 e garantito dalla legge Italiana. Ne fanno parte tutti i produttori e ha come finalità:

  • la tutela della denominazione di origine del formaggio “Parmigiano-Reggiano” ai sensi delle norme nazionali, europee e internazionali;
  • la vigilanza sulla produzione e sul commercio in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali;
  • la valorizzazione della produzione del formaggio "Parmigiano-Reggiano" e la sua promozione in Italia e all’estero.

Il Parmigiano Reggiano potrà essere prodotto in Francia?

No. Il Disciplinare di produzione prevede che il Parmigiano Reggiano possa essere prodotto solamente all’interno dell’area geografica delimitata (le 5 province elencate sopra). Inoltre anche la stagionatura minima di 12 mesi, i controlli, la marchiatura ed eventuali operazioni preconfezionamento (porzionatura, grattugiatura, ecc) devono avvenire nella zona geografica delimitata. Quindi un’azienda di proprietà non italiana per produrlo deve necessariamente venire in Italia, e nello specifico all’interno delle 5 province autorizzate. Di conseguenza il Parmigiano Reggiano non potrà mai essere prodotto in Francia o in qualunque luogo nel mondo al di fuori dell’area delimitata dal Disciplinare.

Potrà essere prodotto con latte francese?

No. Il Parmigiano Reggiano può essere essere prodotto solo con latte 100% italiano. Nello specifico il latte deve provenire esclusivamente dalla zona di produzione stabilita dal Disciplinare e le aziende agricole che lo producono devono sottostare alle regole di qualità definite in quel documento. (Le preziose caratteristiche nutrizionali del parmigiano derivano proprio da questo latte “speciale” e dalla paziente stagionatura). Viene definita perfino l’origine degli alimenti con cui le bovine devono essere nutrite: almeno il 75 % della sostanza secca dei foraggi, infatti, deve essere raccolta all’interno della zona di produzione. Ecco perché nemmeno un litro di latte di origine estera può essere utilizzato, né ora, né mai, nella sua produzione.

Ha senso boicottare il Parmigiano Reggiano?

Assolutamente no. Il motivo è semplicissimo. La maggioranza assoluta del Parmigiano Reggiano (il 70%) è prodotto da realtà cooperative di proprietà dei soci allevatori. I quali, come abbiamo visto, per Disciplinare devono trovarsi nella zona geografica di produzione. Boicottando il Parmigiano Reggiano in quanto tale, quindi, si colpirebbero quindi soprattutto le 2620 aziende agricole italiane e gli oltre 300 caseifici che custodiscono, valorizzano e tramandano questa eccellenza italiana famosa in tutto il mondo. Un boicottaggio generalizzato come quello invocato in questi giorni da qualcuno non andrebbe dunque a danno della Francia, ma un settore strategico dell’agroalimentare Made in Italy che vale 2,4 miliardi di euro all’anno, di cui il 40% derivante dal solo mercato estero.

Quindi viva i grandi formaggi italiani! Tra cui il Parmigiano Reggiano DOP occupa ancora e sempre uno dei posti d’onore!

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