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L'alimentazione bovina è fondamentale per la qualità dei formaggi

“L’uomo è ciò che mangia”. Questa celebre massima si applica anche agli animali, compresi le bovine da latte. Vacche meglio alimentate, infatti, sono più sane, soddisfatte e produttive. E il loro latte sarà di miglior qualità atto ad essere trasformato in formaggi eccellenti. Ecco perché il benessere animale, di cui il cibo è un pilastro fondamentale, conviene a tutti. L’alimentazione bovina, quindi è un elemento tenuto in grande considerazione negli allevamenti. In questo post cerchiamo di spiegarvi cosa ciò significhi in concreto.

Il nutrizionista in stalla

Non tutti sanno che in genere gli allevamenti sono seguiti da un nutrizionista animale. Si tratta di un tecnico specializzato nel formulare una dieta bilanciata in base alle esigenze alimentari delle vacche. Questo perché l’alimentazione bovina non è sempre uguale. Durante la bella stagione, per esempio, sarà più ricca di foraggi verdi, sostituiti dal fieno durante l’inverno. Numerosi controlli svolti durante tutto l’arco dell’anno garantiscono che la dieta degli animali sia sempre equilibrata. Si garantisce, così, anche la qualità del latte e dei formaggi che ne deriveranno.

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Alimentazione bovina: il foraggio alla base

Alla base dell’alimentazione bovina c’è il foraggio. Ovvero l’erba fresca o essiccata (fieno) brucata al pascolo o sfalciata dai prati aziendali. Le diverse essenze che compongono un prato variano molto tra pianura e montagna o alpeggio, nord e sud, aree irrigue e non… E anche in base al tempo: in diversi periodi dell’anno prevalgono, infatti, specie diverse, con differenti caratteristiche nutrizionali. Le erbe di una determinata area geografica che rientrano nell’alimentazione bovina trasmettono particolari caratteristiche al latte e sono, quindi, alla base della tipicità dei formaggi prodotti in quel territorio.

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Perché i mangimi?

Per soddisfare le esigenze nutrizionali e il benessere degli animali il foraggio non basta: serve un’integrazione energetica. I mangimi, a base di cereali nutrienti assicurano, appunto, questa integrazione. La loro composizione è regolata da normative italiane ed europee che definiscono le materie prime ammesse e altri standard di sicurezza alimentare. In particolare è assolutamente vietato l’impiego di farine animali. I mangimi contenenti OGM possono essere immessi sul mercato solo previa autorizzazione da parte della Commissione Europea.

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Trentingrana e alimentazione bovina

Consapevole dell’importanza dell’alimentazione bovina per il benessere animale e per la qualità del prodotto, il Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini - Trentingrana ha attuato un rigido controllo di filiera e ha adottato un’alimentazione 100% NO OGM. L’attenzione è rivolta in particolare ai mangimi. Tutti i fornitori devono sottoporsi a un iter di qualifica che impone norme più rigide e restrittive di quelle adottate dalle normative nazionali e comunitarie .

I mangimi, per essere commercializzati in filiera devono essere autorizzati e ciò è possibile solo se rispettano tutti i requisiti previsti dal Regolamento del Consorzio. Inoltre devono essere certificati da un ente terzo come liberi da organismi geneticamente modificati. I produttori, poi, sono tenuti a informare il consorzio circa tutte le consegne effettuate agli allevamenti, per garantire così una tracciabilità totale dei mangimi. Sia i mangimifici sia gli allevamenti, infine, vengono sottoposti a controlli per garantire il rispetto delle regole.

05_alimentazione_bovina_maraviglia_cereali.jpgSicurezza, qualità tipicità

Perché? Per dare maggiori garanzie di sicurezza e qualità al consumatore. Il Consorzio, inoltre, per rendere ancor più stretto il legame del Trentingrana col suo territorio (le valli della province di Trento e Bolzano) sta anche lavorando per incentivare l’aumento della quota minima di foraggio nella razione giornaliera e per trasferire pratiche agronomiche atte a tutelare le erbe autoctone nei prati aziendali.

Fotografie a cura di Gianmarco Maraviglia

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