Curiosità Formaggio

“Il formaggio NOOO!” Parliamo di fobie alimentari

Le nostre paure irrazionali sono chiamate fobie. Esiste persino la “turofobia”: il terrore per il formaggio. Ma riconoscerla e affrontarla oggi è più facile.#VerdeLatteRosso

Chi non ha un conoscente che deve allontanarsi se vede un ragnetto o che raggela in presenza di un ago? È ben nota la la paura di trovarsi in luoghi chiusi, che può trasformare un viaggio in ascensore in un vero incubo. Ma esiste un fenomeno contrario: l’agorafobia.

Sono tutti esempi di fobie: paure irrazionali di natura psicologica. Possono riguardare di tutto: situazioni, oggetti, attività, animali o persone. Nella maggior parte dei casi perfettamente innocue. Non tutti sanno però che esistono anche fobie alimentari. Tra cui quella che riguarda il formaggio.02_fobie_ragnatela.jpg

La paura del formaggio

Tra le fobie alimentari, quella legata al formaggio si chiama “turofobia”. Deriva dal greco “turi” (formaggio), e “phobos” (paura). Chi ne soffre prova una immediata repulsione alla sola vista di un pezzo di cacio. Per non parlare del profumo o del sapore. A volte questa situazione riguarda tutte le tipologie del mondo caseario. In altri casi si concentra solo su alcuni formaggi. Può capitare ad esempio che una persona che non sopporta i formaggi stagionati tolleri la mozzarella. Vista la stranezza della loro condizione i turofobici spesso arrivano ad attribuirsi immaginarie allergie o intolleranze al lattosio. La causa del loro disagio tuttavia non è fisiologica.

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Fobie alimentari. Qual è la causa?

Le fobie non hanno una sola causa, ma molte e differenti cause. Spesso non si può risalire con certezza ad una fra quelle possibili. Tra queste: incidenti e traumi, che a volte rimangono inconsci. Oppure risposte a comportamenti appresi, magari inconsapevolmente, durante l’infanzia. Questo vale anche per le fobie alimentari, che possono venire scatenate da un’esperienza negativa tale da innescare l’avversione spropositata verso il cibo in questione. Tra le fobie alimentari ci sono anche l’ittiofobia (che riguarda il pesce), la lachanofobia (vegetali), l’alliumfobia (aglio), l’alektorophobia (pollo)... Ma anche l’obesofobia: la paura di ingrassare.

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Sei turofobico? Ecco come scoprirlo

Molti di noi potranno citare un proprio familiare o conoscente che prova un innato disgusto per il formaggio. Si tratta necessariamente di un turofobico? Questa valutazione è molto delicata. In estrema sintesi potremmo dire che il sintomo principale di una fobia è il desiderio l'irrefrenabile di evitare l'oggetto della propria paura. Anche quando è chiaro che si tratta di una reazione spropositata e irrazionale. Il confine tra una “normale” repulsione e una vera e propria fobia è che il fobico non può sottrarsi volontariamente al desiderio di fuggire dalla situazione che causa il suo disagio. L’unico modo per essere sicuri, comunque, è di rivolgersi ad uno specialista.

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Paure irrazionali

I veri e propri turofobici probabilmente sono molto rari. Eppure di fronte ai formaggi molti sono ancora colti da un timore, per l’appunto, irrazionale. Che nasce da un preconcetto sbagliato: quello che, con la loro presenza nella dieta, i latticini possano compromettere la linea o la salute. Una paura priva di fondamento perché nell’ambito di una dieta equilibrata latte e derivati sono alleati preziosi della salute e del corpo. Non aumentano il rischio di malattie cardiovascolari. Anzi: la ricerca scientifica indica piuttosto il contrario. Non possiamo neanche dire che contengano troppi grassi cattivi. Anzi: forniscono proteine, vitamine, calcio, che li rendono alimenti preziosi a tutte le età.

Per questo il Ministero della Salute consiglia nelle sue linee guida alimentari tre-quattro porzioni di formaggi alla settimana e tre al giorno di latte o yogurt.

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