Alimentazione Formaggio

“Il formaggio fa male”. Fake news e preconcetti sui derivati del latte

“Il formaggio fa male”. Chi di noi non se l’è sentito dire almeno una volta da qualcuno per spiegare la scelta di eliminare latte e derivati dalla dieta? O chi non l’ha letto su un post nel web o sui social che propugna un’alimentazione dairy-free? Gli argomenti possono essere diversi. Però, spesso, i critici dei latticini supportano le loro decisioni in campo alimentare citando preconcetti infondati o vere e proprie fake news.

Dal colesterolo alto, all’osteoporosi, fino al cancro, intorno al formaggio sono sorti miti e false credenze che hanno moltiplicato i dubbi sul reale valore nutritivo di uno degli alimenti tradizionali più presenti sulle tavole degli italiani. Dove sta la verità? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Formaggio e Colesterolo

Un preconcetto diffuso fra chi pensa che il formaggio fa male si riassume con l’equazione “formaggio = colesterolo”. Una visione troppo semplicistica. Tutti i formaggi contengono colesterolo, ma non in dose superiore a tanti alimenti che abitualmente sono considerati “sani”.

Ad esempio, una porzione di petto di pollo cotto in padella senza grassi (100 g) contiene 75 mg di colesterolo. Una uguale dose di mozzarella ne contiene 46. Una porzione di Parmigiano Reggiano (50 g) si ferma, invece, a 45 mg (dati INRAN/MiPAF). Ricordiamo che, secondo il Ministero della Salute, il limite di riferimento per l’assunzione di colesterolo, in soggetti sani, è di 300 mg/giorno.

Studi scientifici associano il consumo di derivati del latte a un aumento del colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo “buono”). Senza comportare di per sé un incremento del colesterolo LDL (associato a una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari).

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La caseina fa male?

Ecco un altro argomento che a qualcuno sarà certamente capitato di ascoltare da chi sostiene che il formaggio fa male, o di leggere in rete. La caseina è la principale proteina contenuta nel latte e, quindi, nel formaggio. E non ha nessun effetto nocivo sull’organismo. Anzi.

Questa fake news si è diffusa a causa di un libro del 2005 intitolato “The China Study”. La comunità scientifica ha ampiamente dimostrato l’infondatezza di molte tesi in esso contenute. Fra cui, appunto, quella che la caseina sarebbe cancerogena.

Il libro basava questa conclusione su un esperimento condotto su topi affetti da tumore nutriti con sola caseina. Peccato che questo esperimento fosse già noto e ampiamente smentito fin dal 1989. Lo spiega anche l’Airc - Associazione italiana per la lotta contro il cancro.

Ci sono, anzi, degli studi (seri) secondo cui alcune proteine del latte avrebbero proprietà di prevenire certi tipi di tumore.

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Formaggi e latticini indeboliscono le ossa

Completiamo questo viaggio nel mondo delle fake news sul formaggio con un altro (pseudo)argomento diffuso soprattutto in rete. Quello secondo cui latte e derivati indebolirebbero le ossa. Anche in questo caso viene citato un singolo studio che ha rilevato una correlazione statistica tra consumo di latte e incidenza di fratture.

Tuttavia gli scienziati lo sanno bene: da una statistica non si può stabilire un rapporto di causa-effetto. E tantomeno sentenziare che il formaggio fa male alle ossa. (Pensate: esiste addirittura un sito web che raccoglie decine di queste coincidenze statistiche, alcune delle quali esilaranti).

La verità è che tutti i principali organismi sanitari consigliano il consumo di latte e derivati per introdurre il calcio necessario al proprio organismo. Secondo la National Osteoporosis Society, le diete che escludono i latticini potrebbero essere una "bomba a orologeria" per la salute delle ossa dei giovani.

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Formaggio e salute

Alla domanda “il formaggio fa male?” possiamo, quindi, rispondere tranquillamente di no. La regola della buona salute, come sempre, è inserire ogni alimento nel contesto di una dieta equilibrata senza eccessi in un senso o nell’altro. I formaggi hanno numerose qualità nutritive. Oltre alle proteine di alto valore biologico e al calcio, sono anche fonte di vitamine utili e altri microelementi.

Va ricordato, comunque, che in generale hanno una densità calorica più elevata rispetto ad altri alimenti. Il loro apporto va, quindi, regolato. Secondo il Ministero della Salute, l’indicazione generale è quella di consumarne 2-3 porzioni alla settimana in porzioni di 50 g per quelli stagionati e 100 g per quelli freschi. Concludiamo con 10 buone prassi collegate alle linee guida alimentari ministeriali:

  1. Controlla il peso e mantieniti sempre attivo
  2. Più cereali, legumi, ortaggi e frutta
  3. Grassi: scegli la qualità e limita la quantità
  4. Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti
  5. Bevi ogni giorno acqua in abbondanza
  6. Il sale? Meglio poco
  7. Bevande alcoliche: se sì, solo in quantità controllata
  8. Varia spesso le tue scelte a tavola
  9. Presta ancora più attenzione durante le fasi critiche della vita (gravidanza, infanzia...)

La sicurezza dei tuoi cibi dipende anche da te.

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