Degustazione Formaggio

Gli abbinamenti regionali: vini e formaggi piemontesi

Raccontare di vini e formaggi piemontesi e dei loro possibili abbinamenti per un appassionato di entrambi equivale a essere Pinocchio che entra nel Paese dei Balocchi. Stiamo parlando dell’eccellenza enologica e casearia italiana e, quindi, mondiale. Non ne vogliano gli abitanti delle altre regioni italiane, dov’è possibile trovare prodotti sicuramente straordinari in questi due settori.

In Piemonte, però, si racchiudono tante e tali eccellenze da poter certamente affermare che si tratta della regione di punta tanto per i vini quanto per i formaggi. Tralasceremo i prodotti più rinomati, come Barolo Barbaresco e Barbera, secondi a nessun vino per fama e qualità. Come d’abitudine ci concentreremo, invece, su alcune realtà meno conosciute.

Un presidio Slow Food: il Carema

Cominceremo da un gioiello raro, ma emblematico della terra che lo produce, al punto da meritare la qualifica di Presidio Slow Food: il Carema. Il nome deriva da quello di un paese al confine con la Valle d’Aosta. Lì si coltiva l’uva nebbiolo (la stessa del Barolo e del Barbaresco, per intenderci) in un territorio fatto di antichi terrazzamenti e di piccoli coltivatori. Il Carema è un vino rosso sottile, fresco, con accenni floreali e minerali e di grande persistenza aromatica. Lo abbineremo a un Castelmagno stagionato, un formaggio erborinato originario della Val Grana, in provincia di Cuneo, meglio se d’alpeggio.

LEGGI ANCHE: Gli abbinamenti regionali tra vini lombardi e formaggi

Le robiole: formaggio piemontese per tutti i gusti

Non possiamo parlare dei formaggi piemontesi senza citare la robiola. O, meglio, le robiole, al plurale, perché di questo formaggio esistono molte varietà. Ce ne sono per tutti i gusti: fatte con latte vaccino, ovino, caprino o misto. Per esempio la Robiola di Roccaverano DOP, prodotta nella Langa astigiana. Se consumata fresca regala aromi di yogurt, erba verde, nocciola. Con la stagionatura i profumi tendono più all’aromatico delle piante selvatiche e il gusto si arricchisce diventando lungo e avvolgente. Fresche o stagionate trovano l’abbinamento ideale, a seconda del latte d’origine e della stagionatura, con bianchi regionali come il Gavi DOCG o rossi giovani come il Dogliani DOCG, prodotto nel comune omonimo da uve della varietà dolcetto.

LEGGI ANCHE: Gli abbinamenti regionali: vini veneti e formaggi

I vini del Roero e un formaggio del territorio: il Bra

Altro grande formaggio piemontese è il Bra DOP. È un formaggio grasso a pasta semidura che può essere prodotto anche con latte misto: vaccino, ovino e caprino. Si tratta di una caratteristica che accomuna molti formaggi piemontesi legata al periodo in cui la loro produzione era esclusivamente artigianale e occorreva utilizzare tutta la materia prima a disposizione. I disciplinari di produzione, in modo encomiabile, hanno mantenuto questa possibilità, a salvaguardia della tradizione.

I vini del Roero, zona situata a nord di Bra, città in provincia di Cuneo che dà il nome al formaggio, si abbinano splendidamente con un formaggio del territorio come il Bra. Con la versione più fresca del formaggio, quella tenera, accosteremo un Roero Arneis DOCG, bianco amarognolo, asciutto ed erbaceo. Con il Bra duro, la versione più stagionata, abbineremo un Roero DOCG, rosso da uve nebbiolo.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie. Leggi l’informativa se vuoi saperne di più.
Maggiori informazioni