Territorio Parmigiano Reggiano

Cosa mangiare a Parma capitale della cultura e della gastronomia

  • Oltre che una città ricca di storia e monumenti Parma è anche una capitale della cucina
  • Cosa mangiare a Parma? Sul podio dei prodotti tipici ci sono Parmigiano, Prosciutto e Culatello.
  • Un’ottima occasione per scoprire il re dei formaggi italiani è la manifestazione “Caseifici aperti”
  • Un elenco di salumi, piatti tipici e altre golosità: dal salame di felino alla torta fritta alle violette candite.
  • Scoprire Parma attraverso la Passeggiata del Gusto e i Musei del Cibo

Parma: capitale del gusto

Nel 2020 Parma è stata decretata Capitale della Cultura. Un titolo che ne riconosce la ricchezza del patrimonio storico, artistico e… gastronomico. La città infatti, oltre ai suoi tesori culturali, è anche una Mecca per i golosi. State programmando un itinerario tra i suoi monumenti, come il duomo, Palazzo della Pilotta o il Teatro Regio? Allora dovete studiare anche un “menù” all’altezza della situazione. In questo articolo vi aiuteremo a scoprire cosa mangiare a Parma tra grandi classici e curiosità.

Il sale “motore” della gastronomia

La storia di Parma come capitale gourmet è lunga oltre 8 secoli. La sua cucina infatti è celebrata già nel Duecento, nella Cronica di Fra Salimbene de Adam: una delle fonti storiche più interessanti del XIII secolo. Fra le ragioni alla base di questo primato gastronomico c’è la disponibilità - eccezionale per l’epoca - di sale.

Estratto dagli antichi pozzi salmastri di Salsomaggiore, questo elemento prezioso per la conservazione dei cibi ha dato impulso all’arte casearia e alla salumeria. E con esse a tutta la cucina. A coronamento della sua storia, Parma ha ricevuto nel 2015 dall’Unesco il titolo di “Capitale Creativa” per la gastronomia.

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Cosa mangiare a Parma: prodotti DOP

Una cucina eccezionale - lo dicono tutti i grandi chef - si fonda sempre su ingredienti eccellenti. Si spiega così la vocazione secolare di Parma, che a livello di prodotti agroalimentari può vantare una concentrazione unica di eccellenze tutelate dal marchio DOP. Vere e proprie bandiere del Made in Italy nel mondo che rendono quasi superflua la domanda “cosa mangiare a Parma?”.

  • Parmigiano Reggiano DOP
  • Prosciutto di Parma DOP
  • Culatello di Zibello DOP

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Parmigiano Reggiano, il re dei formaggi

Il Parmigiano Reggiano può essere definito il re dei formaggi italiani per tanti motivi:

  • è il formaggio italiano più conosciuto nel mondo ed il marchio DOP più influente
  • è il prodotto a denominazione d’origine con il valore alla produzione più alto al mondo
  • è il formaggio italiano con la stagionatura minima più lunga: ben 12 mesi
  • nel 2018 sono state prodotte oltre 3 milioni di forme
  • l’export è di oltre 20%
  • è composto per ben il 70% di sostanze nutritive, di cui quasi la metà è costituita da proteine
  • 25 g di Parmigiano forniscono il 36% del fabbisogno quotidiano di calcio e il 24% del fosforo

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Scopri il Parmigiano nei “Caseifici aperti”

Cosa mangiare a Parma se non un ottimo Parmigiano Reggiano? L’occasione per conoscere meglio il re dei formaggi italiani è l’evento “Caseifici Aperti”, che si tiene due volte l’anno, in aprile e in ottobre. I visitatori potranno assistere alla nascita del parmigiano. Per accedere poi ai celebri magazzini di stagionatura: vere e proprie cattedrali dell’arte casearia. A ciò si aggiungono degustazioni ed eventi per bambini. Date e caseifici aderenti sul sito del Consorzio del Parmigiano Reggiano.

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Cosa mangiare a Parma: i salumi

Oltre al Prosciutto di Parma e al Culatello di Zibello, la provincia di Parma custodisce innumerevoli tesori dell’arte salumiera che beneficiano del particolare microclima locale. A fianco di nomi noti al grande pubblico, come l’inconfondibile Salame di Felino IGP, troviamo anche delle vere e proprie chicche locali. Nomi da ricordare quando decideremo cosa mangiare a Parma:

  • Coppa di Parma IGP la cui produzione è attestata dal 1680, stagionata almeno 60 giorni.
  • Culatta e fiocchetto: “cugini” del culatello meno noti, ma non meno tradizionali.
  • Strolghino: salamino ottenuto dalle rifilature del culatello.
  • Spalla di San Secondo: salume prodotto fin dal 1170, che si consuma cotto o crudo.
  • Cappello del prete: salume di forma triangolare come la classica berretta dei sacerdoti, da consumare cotto.
  • Cicciolata: salume cotto prodotto con cotenne e tagli “poveri” del maiale.
  • Mariola: insaccato di tagli magri di suino stagionato fino a 12 mesi.

parma_retangolare_02.jpgPiatti tipici della cucina parmense

Se non siete ancora sazi, continuiamo a elencare cosa mangiare a Parma passando ai piatti tipici. Tutti deliziosi:

  • Torta fritta: striscioline di pasta fritta nello strutto da servire con i salumi.
  • Anolini: ravioli tondi di circa 3 cm di diametro con ripieno a base di sugo di stracotto.
  • Tortelli di erbette: con ripieno di ricotta e bietola tipici del giorno di San Giovanni (23 giugno)
  • Tortelli di patate e di zucca
  • Tortel Dols: ripieni di pangrattato, vino cotto e mostarda.
  • Riz e tridura: minestra di riso in brodo con uovo e Parmigiano Reggiano.
  • Pasticcio di maccheroni: timballo di pastasciutta e frattaglie di pollo foderato di pasta frolla dolce.
  • Trippa alla parmigiana: al sugo di pomodoro e con una generosa grattata di Parmigiano Reggiano.
  • Rosa di Parma: rotolo di filetto di vitello, Prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano.
  • Caval pist: tartare di cavallo da mangiare cruda o cotta con cipolla, pomodori e peperoni (la “Vécia)

Altri prodotti tipici

  • Violette candite: la violetta di Parma, profumatissimo simbolo della città, essiccato e candito con lo zucchero è il tipico bon bon parmense.
  • Funghi di Borgotaro IGP e Tartufi di Fragno
  • Conserva di pomodoro: Parma è uno dei centri di diffusione dell’industria della conserva e qui a inizio 900 fu inventato il concentrato di pomodoro.

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La Passeggiata dei Sapori e i Musei del Cibo

Dopo aver scelto cosa mangiare a Parma, c’è solo l’imbarazzo della scelta su cosa vedere. Nella “petite capitale” sono repertoriati infatti 330 beni culturali per tutti i gusti. Per un tour tutto gastronomico vi segnaliamo la Passeggiata dei Sapori. Corredata di tabelle illustrative, si snoda nel centro della città. Dai Portici del Grano a Borgo delle Cucine, passando dalla Pescheria Vecchia e da Borgo del Salame. Nel parmense, inoltre, si possono visitare ben otto Musei del Cibo. Sono dedicati al Parmigiano Reggiano, al Culatello di Zibello, al Prosciutto di Parma, al Salame di Felino, alla pasta, al pomodoro e ai funghi di Borgotaro.

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Triplo concentrato di storia parmense

Oltre a sapere cosa mangiare a Parma, i gourmet faranno bene a conoscere un po’ di storia parmense. La ricchezza della cucina infatti riflette il passato di una città crogiolo di culture e tradizioni A partire dal VII sec. a.C. si sono succeduti: Etruschi, Celti, Romani, Goti, Longobardi, Franchi. Divenne libero Comune e fu annessa al Sacro Romano Impero dal Barbarossa e poi al Ducato di Milano dai Visconti. Nel 1521 la famiglia Farnese, per tramite del papa, creò il Ducato di Parma, che governò fino al 1721. In questo periodo la città fu impreziosita da numerose opere d’arte e per il suo fermento culturale era definita “l’Atene d’Italia”.

Ai Farnese succedettero i Borbone, dando origine alla dinastia dei Borbone Parma (oggi regnante in Lussemburgo) che arricchì ulteriormente la città, rendendola in uno dei fari culturali d’Europa. Napoleone conquistò il ducato nel 1802 e dopo la sua sconfitta a Waterloo e la Restaurazione, duchessa di parma divenne... sua moglie Maria Luigia d’Asburgo. La l’ex imperatrice attrasse artisti e intellettuali (da Paganini a Stendhal), e segnò una ulteriore evoluzione culturale di Parma. Maria Luigia, sovrana illuminata e ancora oggi ricordata con affetto dai parmensi, la chiamava “petite capitale”: quasi una Parigi in scala ridotta. Nel 1860 Parma fu annessa al Regno di Sardegna, divenendo poi parte del Regno d’Italia.

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