Alimentazione Filiera

Come leggere le etichette degli alimenti per mangiare meglio

Leggere le etichette e comprenderle è importante per fare scelte più sane, consapevoli e sicure per la propria salute. Ma a cosa servono e come si leggono? Vediamo cosa sono e sette regole per leggere le etichette di latte, formaggi e non solo.

L'etichetta è la carta d'identità dell'alimento: riporta informazioni sul contenuto nutrizionale del prodotto e fornisce una serie di indicazioni utili per mantenere una dieta corretta ed equilibrata.

All'interno dell'Unione Europea, tutte le etichette alimentari devono rispettare il Regolamento UE 1169/2001. Il quale, in sostanza, impone alcune indicazioni obbligatorie e definisce criteri di leggibilità a tutela dei consumatori.

7 regole per leggere le etichette

Ma come si legge l'etichetta dei prodotti alimentari? Proviamo a fare un veloce riassunto per punti, da ricordare quando si fa la spese:

  1. Leggere le etichette sulle confezioni. Più informazioni si hanno a disposizione, tanto migliore sarà il giudizio sul prodotto.
  2. Eventuali illustrazioni riportate sulle confezioni sono puramente indicative. Il loro scopo principale è quello di catalizzare l'attenzione.
  3. Attenzione all'ordine degli ingredienti di un prodotto. Gli ingredienti sono indicati per ordine decrescente di quantità: quindi il primo dell'elenco è il più abbondante/presente.
  4. Attenzione alla data di scadenza indicata in etichetta. Se è preceduta dalla dicitura “Da consumare entro il”, va rispettata tassativamente. Significa infatti che il prodotto può deperire rapidamente e non essere più sicuro per la salute.
  5. La dicitura "da consumarsi preferibilmente entro...", indica invece il termine minimo di conservazione. Il prodotto può essere consumato oltre quella data senza rischi, ma può aver modificato alcune caratteristiche come il sapore e l'odore.
  6. Gli allergeni presenti in un prodotto sono evidenziati con un carattere diverso rispetto agli altri ingredienti. La lista di tali sostanze viene aggiornata periodicamente alla luce delle conoscenze scientifiche più recenti.
  7. In etichetta viene spiegato anche come conservare gli alimenti. Rispettare sempre la temperatura indicata sull'etichetta dei prodotti refrigerati e surgelati. Subito dopo l'acquisto, riporli subito nel frigorifero o nel congelatore.

Le etichette di latte e derivati

Ci sono alcune particolarità che potremmo scoprire nel leggere le etichette di latte e derivati. Per esempio l’elenco degli ingredienti non è richiesto

  • per il latte, le creme di latte fermentato come lo yogurt, il burro, purché non siano stati aggiunti ingredienti diversi da derivati dal latte e microrganismi necessari alla fabbricazione,
  • per i formaggi, se prodotti utilizzando esclusivamente latte, caglio, sale, enzimi e microrganismi. Nei formaggi freschi o fusi è sempre necessario indicare in etichetta il sale.

Invece è sempre necessario per yogurt alla frutta o zuccherati, formaggi prodotti con spezie, erbe aromatiche o altri ingredienti (es. noci, olive). E in generale per i prodotti lattiero caseari ai quali sono stati aggiunti altri additivi.

La tracciabilità di latte e derivati

Un'altra informazione utile e importante, obbligatoria nelle etichette di latte e derivati , sono lotto e lo stabilimento di produzione. Queste indicazioni permettono di individuare con sicurezza la provenienza, il giorno e il luogo in cui è stato prodotto l’alimento. Sono i fondamenti della tracciabilità: una caratteristica fondamentale della filiera del latte. E un presidio fondamentale per la sicurezza del consumatore,in quanto è possibile ricostruire tutto il percorso fatto da un alimento per arrivare sulla nostra tavola.

La distinzione del latte in etichetta

Leggere le etichette dei prodotti lattiero caseari ci permette sempre di sapere con certezza che tipo di latte è contenuto nella confezione:

  1. il latte senza ulteriori specificazioni è sempre “vaccino”. In caso sia di altri animali (come capre, pecore, bufale) va specificato in etichetta.
  2. tenore di grassi: il latte si dice latte intero (con grassi oltre il 3,5%), parzialmente scremato tra 1,5% a 1,8% o scremato (inferiore allo 0,5%)
  3. trattamento termico subito dal latte (p.es.: pastorizzato, microfiltrato, UHT, oppure latte crudo se non ha subito trattamenti oltre i 40°C).

Latte, obbligo dell’origine in etichetta

Dal 19 aprile 2017 è in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari. Devono essere indicati i paesi di:

  • mungitura
  • condizionamento
  • trasformazione (nel caso dei latticini)

Se tutte queste fasi sono avvenute in un solo paese si può indicarlo con dicitura “Origine del latte”. Se la mungitura o il condizionamento avvengono in più Paesi, si usa la dicitura “Paesi UE” oppure “Paesi Extra UE” a seconda del fatto che siano dentro o fuori dall’Unione Europea.

Lattosio sì o no?

Leggere le etichette ci permette di sapere anche il contenuto di lattosio di un prodotto. Il Regolamento UE 1169/2011, ha stabilito che:

  1. la dicitura “delattosato” viene sostituita dalla dicitura “senza lattosio” per i prodotti contenenti una quantità di lattosio inferiore a 0,1g per 100g o ml. Sulle relative etichette va aggiunta la dicitura “meno di …” (riportante la soglia residua di lattosio).
  2. La dicitura “a ridotto contenuto di lattosio” si può usare solo per i latti e i latti fermentati solo se il lattosio è inferiore a 0,5g per 100g o ml. Sulle etichette deve essere riportata l’indicazione che il tenore di lattosio è meno di 0,5 g per 100 g o ml.

Le due precedenti diciture dovranno essere integrate dall’indicazione: “il prodotto contiene glucosio e galattosio in conseguenza della scissione del lattosio”.

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