Filiera Sostenibilità

Benessere animale: il 95% delle stalle italiane è in regola. In arrivo etichetta UE

  • L’UE introdurrà un marchio per riconoscere i prodotti alimentari più rispettosi del benessere animale, da inserire in etichetta.
  • Sarà uno strumento con cui i consumatori potranno incentivare il miglioramento della qualità della vita degli animali d’allevamento.
  • I dati del Ministero della salute indicano che in media il 95% degli allevamenti bovini italiani rispetta in pieno le norme sul benessere animale.
  • Eliminare fattori di stress e migliorare la qualità di vita degli animali è un’azione che aumenta la redditività degli allevamenti.
  • Per questo gli allevatori più accorti e lungimiranti già da tempo investono per garantire una qualità di vita superiore agli standard di legge.

Benessere animale: due buone notizie

Due buone notizie per i consumatori italiani di latte e derivati, sempre più attenti al tema del benessere animale. La prima è che, in base agli ultimi dati resi noti dal Ministero della Salute, il 95% degli allevamenti bovini del nostro Paese è in regola con la normativa in materia.

La seconda è che l’UE inserirà nelle etichette degli alimenti un’indicazione sul benessere degli animali coinvolti nella produzione. Il marchio, uguale per tutti i paesi europei, mira a premiare gli allevamenti più virtuosi che adottano criteri superiori agli standard minimi di legge.

Il benessere animale arriva in etichetta

A dicembre 2020 i ministri dell’agricoltura dei paesi europei hanno dato mandato alla Commissione di definire una modalità comune per inserire nelle etichette dei cibi informazioni sul benessere animale. Un marchio che permetta di riconoscere facilmente gli alimenti prodotti con standard di benessere animale superiori a quelli di legge. L’indicazione potrebbe prevedere una scala cromatica che va dal rosso (minimi di legge) al verde scuro (elevato benessere).

In questo modo, all’atto dell’acquisto, i consumatori potranno scegliere i prodotti anche sulla base del rispetto del benessere animale. Si tratta di una buona notizia in particolare per i consumatori italiani. Secondo i dati presentati al Dairy Summit 2019, infatti, uno su due vorrebbe trovare in etichetta informazioni sul benessere animale. Il 43%, inoltre, sarebbe disposto anche a pagare un prezzo maggiore per alimenti prodotti garantendo la massima qualità della vita negli allevamenti.

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Gli allevamenti bovini italiani rispettano il benessere animale

Presto vedremo il marchio europeo sul benessere animale accanto alle molte informazioni presenti sulle etichette degli alimenti. Nel frattempo, però, in molti amanti del latte e dei formaggi si chiedono già se gli allevamenti bovini italiani sono rispettosi del benessere animale. La risposta è sì secondo il ministero della Salute, che ogni anno stende una relazione sui controlli svolti lungo tutta la filiera alimentare.

Secondo gli ultimi dati a disposizione (relativi al 2018), di oltre 5 mila allevamenti bovini controllati, ben 4.889 non hanno presentato irregolarità riguardo il benessere animale. In media quindi il 95% delle stalle rispettano gli standard definiti per legge. I dati ministeriali, inoltre, testimoniano un trend di miglioramento della situazione nel tempo. Nel 2008 infatti le stalle che non presentavano irregolarità erano “solo” l’87%.

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A chi conviene il benessere animale?

La risposta a questa domanda è facile: conviene a tutti. Da una parte, negli ultimi anni, si è visto uno sviluppo normativo a livello europeo volto a garantire una qualità di vita sempre maggiore agli animali d’allevamento. Un obiettivo perseguito dalle istituzioni, ma che sono gli stessi cittadini a porre, manifestando un’attenzione via via crescente verso questo tema etico. Il benessere animale, tuttavia, conviene anche agli stessi attori della filiera agroalimentare.

Prendendo l’esempio della filiera lattiero casearia, infatti, è ormai ben noto che investire sulla qualità della vita delle bovine da latte significa migliorare la redditività dell’allevamento. La presenza di fattori di stress per l’animale comporta infatti una produzione di latte inferiore sia come quantità che come qualità. Tra questi possiamo elencare:

  • sovraffollamento,
  • inadeguatezza delle strutture,
  • scarsa igiene,
  • bassa qualità del cibo,
  • temperatura eccessiva,
  • illuminazione insufficiente
  • impreparazione del personale...

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Stalle con l’aria condizionata

Ridurre gli elementi di stress, quindi, aiuta gli allevamenti ad aumentare la redditività. Ecco perché i produttori di latte più accorti e lungimiranti già da molto tempo anticipano le normative introducendo nelle loro stalle sistemi per migliorare la qualità della vita dei loro animali. Ad esempio, impianti di raffrescamento ed umidificazione, lettiere più comode, aree “relax” con spazzole automatiche, sistemi di mungitura più moderni, locali adibiti ad infermeria…

Per tutti questi motivi il futuro degli allevamenti sarà certamente all’insegna di un miglioramento costante del benessere animale lungo tutta la filiera. E presto i consumatori avranno uno strumento in più per rafforzare ed accelerare questo processo, potendo scegliere i prodotti alimentari anche in base all’attenzione per la qualità della vita degli animali che sarà certificata in etichetta.

A questo scopo è importante anche il ruolo delle istituzioni nazionali e delle realtà cooperative del mondo agroalimentare, che svolgono un'importante azione di sensibilizzazione e di informazione in materia di benessere animale (ma non solo).

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